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mercoledì 9 luglio 2014

La moda: orgoglio italiano

L’Italia e la moda un connubio nato dopo gli anni ’50. 

Durante tutto il ventennio fascista il settore tessile non fu mai una priorità del Duce, la clientela europea di classe alta si riforniva a Parigi, città della moda e dell’eleganza. Da buon campagnolo, Mussolini,  ripudiava lo sfarzo, le frivolezze, le donne magre e quelle con poco pudore, i vestiti servivano per coprirsi... 
Le donne italiane furono allontanate dalle tentazioni della moda paragina e ricondotte all'amore per una moda nazionalista. Così nel 1935 istiutì la Camera Nazione della Moda (istutuzione ancora esistente) che obbligava alla produzione interna, al divieto di comprare materie prime all’estero (al limite che non fossero colonie italiane) e alla certificazione italiana di ogni creazione.
Le donne europee già negli anni ’20 iniziavano ad emanciparsi, liberatesi dei corsetti, inseguendo una moda maschile ma sofisticata, comoda ma sensuale, sfacciata ma elegante dettata dalle icone del momento Chanel, Vionnet e l’italiana Elsa Schiapparelli, stiliste al centro dell’attenzione internazionale.
Con la seconda guerra mondiale aumentarono le restrizione e l’italia rimase senza moltissime materie prime per la produzione di abiti. Il divieto dell’uso del cuoio e dell’acciaio spinsero un calzolaio italiano, Salvatore Ferragamo, ad abolire il tacco e ad inventare... una scarpa che snellisce la figura, versatile, divertente e comoda: le zeppe in sughero, non sapendo ancora che avrebbe rivoluzionato la storia della moda.
Dopo la seconda guerra mondiale, con una povertà che faceva da protagonista, le donne impararono l’arte delle creazioni fai da te con le tele che avevano a disposizone; ma nonostante la fantasia, i bombardamenti, la povertà e la difficoltá dei rifornimenti finirono per condurre le donne della classe medio/bassa all’indifferenza verso qualsiasi tipo di moda.
Nel 1951, l’Italia scopre il fascino dell’alta moda, grazie al marchese Giovanni Battista Giorgini che organizzò la prima sfilata italiana a Firenze.
Nasce l’esigenza di qualcosa di “nuovo”, di cambiamento; la gente aveva voglia di spogliarsi, di togliersi quei vestiti che gli ricordavano la povertà e le brutte esperienze causate dalla guerra. Nasce cosi’ un bisogno di distinzione e di identificazione sociale rompendo con la tradizione e con il passato per schierarsi dalla parte di società che proiettava benessere nella vita degli italiani. 
Nasce il sistema delle taglie e il prodotto confezionato inizia la sua distribuzione nei grandi magazzini.  
Con il trascorrere della ripresa economica il consumatore medio con un tenore di vita che andava migliorando, incominciò a diventare piu’ selettivo e ad umentare il suo desisderio d’acquisto. Il vestiario quindi cominciò a diventare un fenómeno di massa e largo consumo, comportando cosi’ anche un’accelerazione dei ritmi di innovazione della moda.
Il successo nazionale e internazionale del sistema moda italiano fu dovuto alle maggiori richieste di acquisto da parte del consumatore che provocò la nascita di una grossa competitivita’ del sistema industriale e distributivo. Per combattere la competitivita’ gli stilisti italiani avvelendosi della produzione industriale puntarono sull’innata creativita’ e culto per la bellezza, realizando prodotti si industriali ma di grande qualita’, appetibili sia per l’Italia che per la domanda estera.
Si arriva così all’affermazione internazionale del Made in Italy, con il trionfante pret á porter degli anni ’70 e ’80 quando il polo di attrazione per la moda diventa Milano. Si passa dall’Alta Moda al pret à porter, dalla minigonna di Mary Quant ai blue jeans e’ tutto un continuo rinnovarsi e alternarsi di stili mettendo in moto l’evoluzione della moda, anche se fino agli anni '80 non si puo’ parlare di moda in senso letterale/moderno come cambiamento repentino volto a soddisfare l’esigenza dei consumatori.
Dopo il pret à porter, nascono le “collezioni-diffusion”, terze linee che hanno lo scopo di attirare il consumatore medio, grazie al loro prezzo accessibile.

Il concetto di moda nasce sostanzialmente con la societa’ del consumismo arrivato in Italia grazie all’influenza straniera, in primis di quella americana. Ormai ci siamo impossessati di questo concetto e non riusciamo piu’ a sfuggirgli, anche chi non lo vuole ammettere e’ sotto il potere della parola moda. Il concetto si e’ molto ampliato nel tempo, anche se di fondo rimane lo stesso, la moda è sempre stata utilizzata per dimostrare il proprio status sociale, per distinguersi e per esternare il nostro pensiero. Da un lato troviamo la moda di massa, dove si segue una scia per sentirsi parte di un gruppo, e dall'altro, esclusività. Siamo convinti di poter scegliere, ma è la "moda" che sceglie per noi... creando prodotti appetibili in tutti i campi,  (non bisogna fare l'errore di pensare che la moda riguarda solo l'abbigliamento, riguarda anche la tecnología, l'alimentazione ecc..) e alimentando in noi un desiderio irrefrenabile di possesso.

lunedì 15 luglio 2013

Quando l'amore è possibile ❤

Quello che uno sente dentro nessuno lo sa, 
nessuno lo può capire, 
sono le cose che ci caratterizzano, 
quelle cose per cui le persone ti vedono speciale, 
quello che ognuno di noi ha dentro è qualcosa di privato, 
di intimo, 
è uno di quelle cose che solo si vuol condividere con se stessi, 
anche se sarebbe bello che qualcuno comprendesse tutto questo, 
ma è difficile. 
Ogni persona è speciale a modo suo,
 c'è chi è speciale col suo silenzio, 
chi con la sua risata, 
chi con i suoi gesti, 
chi con il suo sguardo penetrante, 
quegli sgaurdi che ti lasciano senza respiro che ti prendono allo stomaco... 
Adoro vivere così, 
piena di emozioni, 
di sentimenti... 
Delle volte basta una carezza o un abbraccio per sentire che qualcuno ti è vicino, 
che la pensa come te, 
perchè ti capisce e vede quello che hai dentro.


Tutti i sentimenti servono per capire che siamo vivi, 
ma il più importante è l`amore, 
che ci alimenta ogni giorno,
 è l'unico motivo che le persone hanno per alzarsi ogni mattina al suono della sveglia, 
c'è chi appena sveglio pensa al lavoro, 
alle cose che deve fare,
 ma impossibile che in mezzo a tutti questi pensieri non ci sia posto per la persona che riempie il nosrtro cuore... 
Siete il mio primo pensiero quando mi sveglio!!! Vi amo!!!

martedì 4 dicembre 2012

Stile, no moda.

Potrei parlare di me, ma penso che la gente mi possa conoscere 
meglio se parlo delle mie idee, di quello che penso, di quello che sento... Devo confidare che sono sempre stata atratta e appassionata di moda, di fotografia e dell’arte in tutte le sue accezioni. Credo che ognuno di noi abbia una dote o dono, qualcosa che ci caratterizza e che ci distingue dagli altri e credo che il mio sia capire, con un solo sguardo, qual’è il miglior look per una persona e al contempo come può nascondere i difetti e come esaltare i pregi. Mi piace di tutto, dal low cost al lusso, adoro entrare in un negozio e toccare tutti i tessuti in esposizione, provarmi quello che mi piace anche se non lo devo comprare ma semplicemente per scoprirne i tagli, le forme, i colori che più mi si addicono... 


Tutta la mia carriera universitaria si è incentrata sulla moda, ho letto un’infinità di libri e ho ascoltato tantissimi studiosi, stilisti, esperti nel settore ecc... E mentre facevo un lavoro che non c’entrava con la moda, il mio fidanzato mi ha detto, perchè non apri un blog? Così ho fatto ed è nato, Val’s Style, si chiama così per 2 motivi, il primo è che i miei amici spagnoli mi chiamano Val ed è un diminutivo del mio nome che adoro, invece in Italia solo Vale, e Style perchè penso di avere uno stile tutto mio che mi piacerebbe mostrare ai miei seguitori... 



È da tempo che volevo scrivere un post sui miei pensieri, ma ho sempre pensato ma a chi gli importa? Un giorno mentre leggevo la IT Fashion su http://www.grazia.it/moda cliccando a destra e poi a sinistra sono finita sulla pagina di Grazia per partecipare a "Blogger we want you". A dir la verità all’inizio non ero sicura di partecipare poi quando ho letto che c’era la possibilità di scrivere un post a ruota libera, ho pensato davvero che fosse la mia grande occasione. Semplicemente per dire quello che pensavo e per far sapere a tutto il mondo quanto ami la moda! 


Quello che mi affascina della moda: e’ il cambiamento repentino delle esigenze di una persona, e le aziende nella maggior parte dei casi con l’aiuto dei loro specialisti entrano nella nostra “mente” sanno quello che vogliamo e lo producono, ma in alcuni casi addirittura sono in grado di creare un’esigenza che ancora “ non esisteva” in noi. 

Vestirsi bene, seguendo il proprio stile, ci fa uscire di casa a testa alta e sicuri di noi stessi. Sembra una futilità ma guardarsi allo specchio e sentirsi soddisfatte, fiere ci fa sentire più donna, realizzata. Un esempio? Avere un colloquio di lavoro e essere di bella presenza già fa aumentare le nostre probabilità di assunzione del 50%. Questo è un esempio per spiegare quanto la moda è importante per ognuno di noi, anche per quelli che dicono di non seguirla. 

Ancora oggi molte persone seguono la moda per omologarsi in un gruppo per non sentirsi escluse, come per esempio chi compra un falso. Dunque io mi chiedo ma che soddisfazione puo’ esserci nel possedere una imitazione, facendola passare per vera? Se veramente vuoi seguire la moda ( che e’ solo un concetto) segui un tuo stile personale e unico. Ed e’ proprio questo il concetto che bisognerebbe acquisire e che mi piacerebbe diffondere: STILE, no moda. Essere veramente alla moda e’ avere uno proprio stile, una personalita’ che uno puo’ esprimere e non seguire qualcun altro che magari sbaglia. E’ lo stile che ci permette di distinguerci realmente, che dice chi siamo e cosa vogliamo trasmettere.











venerdì 9 novembre 2012

MaisonMartinMargela For H&M.

La data più aspettata di questo mese: 15 novembre, quando H&M in tutto il mondo presenterà la collezione della casa di moda francese Maison Martin Margela. Questa volta le foto dell’anteprima della capsule-collection è stata tenuta nascota fino all’ultimo e anche la campagna è stata poco pubblicizzata, forse perchè ormai H&M non ne ha più bisogno, visto che in ogni edizione i prodotti non resistevano negli stand più di 20 minuti. I capi rispecchieranno perfettamente la filosofia minimal della Maison francese, linee pulite e asimmetriche, volumi geometriciforme moderne e oversize, trame sovrapposte e monocolori. Anche questa volta Martin Margela non ha rinunciato alle tanto amate linee basiche, proponendo candidi piumini e cappotti lunghissimi, pantaloni extralarge abbinati a giacche aderenti e tubini con maniche a pipistrello. La bellezza di ogni capo deriva unicamente dallo studio delle forme geometriche che da sole riescono a creare abiti di forte impatto visivo, per questo giovedì acquistare un capo sarà difficilissimo, perchè le fashion victim passeranno la notte davanti agli store e la mattina la fila per entrare sarà interminabile. In bocca a lupo a tutte!



La linea uomo:




giovedì 27 settembre 2012

Tailleur: sbagliare è impossibile.

Tailleur: un capo classico che si associa solitamente alla figura della donna in carriera

Ma chi l'ha detto che il tailleur è solo un indumento tipico dello "style business"? 

Il tailleur è un capo base dell'armadio di ogni donna, anche di quelle che non seguono il sogno della carriera perchè con loro si possono creare combinazioni divertentissime da usare in tutti i tipi di occasioni, il segreto è giocare con le forme, i colori e gli accessori. Sotto la giacca che può essere corta o lunga, tipo blazer, possiamo scegliere un pantalone a sigaretta, un pantalone a palazzo, una gonna a piegoline, una gonna a trapezio, a palloncino ecc... Insomma possiamo abbinare tutto quello che vogliamo, ma soprattutto tutto quello che ci valorizza. Possiamo combinare il tutto con una camicia a tinta unita o a fantasia oppure con una maglia o un top; potete allungare la figura con dei tacchi altissimi o essere più casual con delle ballerine e una maxi bag; se preferite potrete mettere una collana o degli orecchini per arricchire l'outfit, la scelta è completamente libera.

Fare delle combinazioni con i tailleur è facilissimo e si va a colpo sicuro, sbagliare è impossibile. 

L'importante è non scegliere un modello noioso... 

Ecco alcune proposte originalissime...




Christian Siriano.




Etro.




Aigner.




Aigner.




Aigner.




Aigner.




Aigner.





Fendi.



Come potete immaginare i pantaloni palazzo o campana sono i miei preferiti :)

E voi? Quali preferite?

lunedì 17 settembre 2012

Cinquanta sfumature.







La protagonista dell’estate per molte donne è stato: l’erotismo. L’inglese Erika L. James è la donna del momendo per essere l’autrice dei 3 libri: Cinquanta sfumature di grigio, cinquanta sfumature di nero e cinquanta sfumature di rosso, che hanno un successo mondiale. 

Erika è riuscita ad riscaldare, anzi che dico, incendiare la passione del sesso femminile. In pochi mesi sono diventati i libri più venduti degli Stati Uniti e in un anno e mezzo sono state vendute quasi 20 milioni di copie tra digitale (versione per ipad) e stampe. 

È una dolce, passionale e soprattutto erotica storia tra la giovane Anastasia e il ricco e pervertito Mr. Grey dove l’amore e la perversione si fondono in una trama esplosiva. 

In questa trilogia, un libro tira l’altro, e non si può far a meno di leggerli tutti e tre e in pochissimo tempo, appena si inizia a leggerlo la curiosità di scoprire se Anastasia è così tanto fragile e se Mr. Grey è davvero così dominante e perverso come appare è davvero tanta. 

Erika L. James, che nei primi momenti occultò la sua identità per non rivelare quello che stava scrivendo alle sue figlie, è passato in poco più di un anno da produttrice anonima di televisione ad essere nominata dalla rivista statunitense Time come una delle cento persone più influenti dell’anno. Questo non può essere frutto solo della casualità, ma della giusta scelta di offrire a milioni di persone proprio quello con cui desiderano sognare, milioni di giochi erotici, perversioni mai sentite, oggetti sessuali, insomma un nuovo mondo del sesso tutto da scoprire.










giovedì 9 febbraio 2012

La rivoluzione del fashion retail







Durante i miei fequenti viaggi in Spagna cerco sempre di notare differenze con il nostro Paese e ho notato un negozio-centrocommerciale chiamato “El Corte Ingles”

Questo è una nuova idea di concept store, è un emporio che di solito è situato al centro delle città in cui proporre in un’unica location, “le cose che tutti vogliono”. Non solo abbigliamento, casa e profumeria, ma anche libri, hobby, elettronica, alimenti ecc.. selezionando nei diversi mondi i marchi che meglio esprimono leadership, competenza e riconoscibilità. 

È uno spazio urbano, un luogo d’incontro dove si possono trovare le cose utili di tutti i giorni. È proprio una piccola città commerciale in un'unica area dove si può trovare qualsiasi cosa.

Per darvi un’idea da noi si potrebbe paragonare all’idea del Gruppo Coin, il gruppo italiano della distribuzione d’abbigliamento. Anche se l’idea italiana è ancora molto grezza perchè raggruppa maggiormante solo il mondo femminile, occupandosi solo di prodotti per la casa, per la bellezza e l’abbigliamento uomo, donna e bambino. Manca la parte del supermercato, elettrodomestici sia grandi che piccoli, l’elettronica, lo sport ecc... 

Quindi cari italiani vi domando sarà questa la nuova rivoluzione del fashion-retail? E cosa aspettiamo a realizzarla?

sabato 19 novembre 2011

Mai senza loro...

I 3 capi che non devo mai mancare in un armadio di una donna: camicia, jeans e tubino. Sono 3 indumenti indispensabili che ci possono salvare da qualsiasi evento improvviso. Sono degli ever green, capi basici che non passano mai di moda, sempre moderni e attualissimi. Ma posso avere mille forme .... Le camicie si possono differenziare per colore, tessuto o taglio del modello. I jeans possono essere a palazzo, skinny, a campana, pantaleggins, chiari, scuri o colorati. Il tubino può variare nel taglio dello scollo o nel colore, ma il più bello rimane sempre il "tubino nero" un must di eleganza nei capi di abbigliamento.


Il tubino lungo più famoso al mondo quello di Audrey Hepburn



Tubino nero corto con un accenno di manica by Zara Collection.



Tubino con scollo in vera pelle di Bottega Veneta.



Camicia bianca, skinny e stivaletto con lacci il trend del 2011/2012. Tutto H&M.



Quest'anno si è fatta spazio nei nostri armadi la super trendy camicia di jeans.




Casual quasi maschile tutto Dsquared.



Classica camicia Ralph Lauren.



Lo skinny ormai è un pò che va di moda, ma è da pochissimi anni che non può mancare il jeans grigio un pò scolorito che fa molto rocker. Zara.



E nello Street Style sia maschile che femminile ha spopolato il jeans stretto arrotolato, come si fa con le maniche. Molto Indie Style. Zara.



E per le più fashion jeand a palazzo o zampa. Bershka








domenica 18 settembre 2011

Kilo Fascion



Vi ricordate del negozio che vendeva abiti griffati al kilo in pieno centro di Milano?


Beh! Grazie all’enorme successo della stagione estiva, il Kilo Fascion verrà ripetuto anche in inverno. 

Per chi non lo sapesse il Kilo Fascion è un temporary store dove gli abiti firmati si pagano in base al peso come la frutta e la verdura. 

Anche per curiosità è un evento da visitare perchè è una strategia di vendita completamente innovativa che ha già avuto un enorme successo. 


È un nuovo tipo di outlet, perchè i capi di marca non sono ovviamente delle ultime collezioni, è un nuovo modo di “reciclare” e riproporre in maniera originale abiti mai venduti nel corso degli anni.


giovedì 18 agosto 2011

Il polo del casual by Renzo Rosso.

Esiste il “polo del lusso” detenuto dal Gruppo francese LVHM leader mondiale nel suo settore. E noi? Vogliamo essere da me meno? La risposta ce l’ha: Renzo Rosso propietario del marchio Diesel (specializzato nei jeans e nella moda casual) un uomo pieno di iniziative che ha annunciato di voler creare Il “polo del casual”.

 Attraverso la sua Holding “Only The Brave” che segue e gestisce già molti gruppi famosi come Martin Margiela e Sophia Kolosalaki, e le licenze come DSquadred2 e Vivienne Westwood vorrebbe acquistare altri marchi e licenze. 

È interessanto alla distribuzione e alle seconde linee, ma il suo sogno è quello di lavorare con il più grande della moda italiana Giorgio Armani (chi non lo vorrebbe). 

Rosso punterà sui contemporary, quello che viene chiamato "seconda linea", avrà spazi sempre più importanti nei department store (che coprono il 65% della distribuzione mondiale) e che occuperà molte delle posizioni che sono oggi del lusso. Sono abiti e accessori che si portano per più ore durante la giornata e in linea con la mentalità diversa dei giovani.

Il polo del casual mondiale sarà tutto esclusivamente italiano, vuole, come lo chiama lui, costuire un polo democrático; niente a che vedere con il polo del lusso costituiti dai colossi francesi che hanno fatto incetta di marchi storici del made in Italy come Bulgari o Gucci. Il polo del casual sarà si Made In Italy perchè sarà fatto in Italia da italiani. 

Renzo Rosso si confessa: il sogno dell’imprenditore, è essere punto di aggregazione per i marchi delle nuove generazioni, quelli che saranno i leader del futuro. Con questo nuovo progetto vorrebbe anche entrare in Borsa, per avere una gestione ancora più trasparente. Renzo Rosso si confronta da sempre con i giovani, un ambiente più difficile del lusso e che ha esigenze diverse. Come Margiela e Viktor & Rolf, oltre a Dsquared, quest' ultimo in licenza per 17 anni e adesso acquisiranno anche Just Cavalli. 

La strategia vincente sarà quella di presentarsi alla produzione e alla distribuzione con un portfolio di brand che consentano forza contrattuale. 

Quella di Renzo Rosso è un’iniziativa che porterà all’Italia il grande prestigio e la grande considerazione che ha perduto nel tempo.

 Finalmente nel nostro paese qualcosa di grande, nel paese dove ci sono grandissimi creativi, designer e solo per questo potremmo essere dei grandi competitori, potremmo mettere in ginocchio i nostri avversari... invece gli avversari si comprano tutto. Complimenti a Renzo Rosso. 


domenica 7 agosto 2011

Attenti a quello che indossiamo.

Ormai la moda è per tutti, si può essere fashionissime spendendo veramente poco e indossando con stile capi all’ultimo grido. Ma dobbiamo fare attezione a quello che compriamo, perchè molte aziende Low Cost per vendere il prodotto finito a costi sempre minori, delle volte risparmiano su quello che sono i processi di produzione mettendo a repentaglio la salute del consumatore. 

Sono i dermatologi a lanciare l’allarme: attenti a quello che indossiamo. Negli ultimi anni sono aumentate le dermatiti allergiche da contatto causate dagli indumenti che indossiamo. E sono molte, in effetti, le "cattive pratiche" che mettiamo in atto quando apriamo l'armadio, la mattina, per scegliere cosa indossare. 

Pantaloni stretti, scarpe troppo alte, vestiti che non ci coprono a sufficienza, insomma mettiamo vestiti per essere belle, attraenti e alla moda, senza pensare se ci facciano male. Ma pochi, invece, sanno che tra tutti i colori quelli scuri (nero in testa) sono i più problematici per la pelle. O che le stampe delle t-shirt possono essere perfino cancerogene. 

Realmente abiti e tessuti fanno male a chi li indossa, a chi li produce e soprattutto all’ambiente che ci circonda. Basti pensare che per "lavare" un paio di jeans "stone washed" servono oltre 13mila litri d'acqua. Per accelerare l'effetto di lavaggio e dare ai capi un effetto "già usato", si introducono nel bagno delle pietre abrasive. Tra le più comuni, le pomici che stropicciano il tessuto, riducendo anche la tonalità del colore. A rischio silicosi, invece, è chi lavora nel processo di sabbiatura (sandblasting) per "invecchiare" il denim. 

Bisogna far attenzione a quello che compriamo, per assicurarsi che il capo non sia nocivo occorre leggere sempre le etichette, perchè per fortuna ora le aziende sono obbligate dalle leggi commerciale a scrivere tutto ciò che riguarda quel determinato capo, dal tessuto al processo di produzione... Anche se c'è sempre un escamotage...

domenica 31 luglio 2011

Donatella Versace per H&M.



Sicuramente avrete già sentito vociferare che.... Il 17 novembre uscirà la mini-capsule collection che Donatella Versace ha disegnato per H&M. È una data che dovrete ricordarvi, sarà un'occasione speciale per acquistare tramite il marchio svedese un capo firmato Versace, quel giorno sarà il delirio, una fila interminabile prima dell'apertura dei store. Quindi non prendete impegni e segnate questa data sul calendario!
Donatella Versace insieme a Margaretha Van de Bosch (creative advisor di H&M) hanno dichiarato che la collezione sarà composta da 20 capi uomo e 40 donna più gli accessori. Questa collezione sarà dominata dalle iconiche stampe che rappresentano la storia della maison Versace, moltissima pelle e borchie perchè Versace è aggressive, sexy, glamour e rock 'n roll. Insomma saranno abiti adatti a dei party dove colpirete nel segno, come delle star!

Chi ha rivoluzionato il mondo degli acquisti?


Internet ha rivoluzionato il modo di acquistare perchè ci ha permesso di avere tutte le informzioni sui prezzi, sul prodotto e sulle aziende che li realizzano. Il consumatore è dunque diventato più competente, esigente, selettivo e abituato a ricercare attivamente le informazioni sui prodotti e servizi ai quali è interessato . 



Nexplora, istituto di ricerca di mercato che analizza mercati e comportamenti digitali, ha condotto un’indagine nel gennaio 2011 su 2.000 persone che utilizzano internet. Il web non è più solo il primo canale d’informazione, ma ha un forte impatto su scelte e acquisti. 

I prodotti e i servizi più acquistati nel web sono senz’altro nel settore del turismo che comprende viaggi organizzati, hotel, biglietti aerei, treni ecc... Circa un quarto degli italiani compra sul web apparecchi elettronici (Tv, cellulari e fotocamere) e informatica (computer, hardware e software). Un quinto invece ordina libri in rete.  

Ma il fenomeno abbraccia ormai molte altre categorie merceologiche: si va dai biglietti di spettacoli all’abbigliamento, dai servizi di telefonia agli elettrodomestici . Fino ai mobili e ai prodotti alimentari, che rappresentano ancora una nicchia, ma con un grande potenziale.  Un forte incentivo ad acquistare online è dato dai prezzi più convenienti, dalla possibilità di consultare e comparare prodotti e servizi e dalla sempre maggiore sicurezza in rete, specie con l’introduzione delle carte prepagate. 


Andrea Giovenali, fondatore di Nextplora, prevede che nei prossimi anni dovremmo aspettarci una forte accellerazione del fenomeno che finirà per abbracciare un po’ tutti i settori. Da bevande e cibo di qualità agli elettrodomestici, dall’abbigliamento fino ad auto e moto, grazie soprattutto all’usato. 


Da questo sondaggio si è scoperto anche dove fanno shopping gli uomini: su internet. Infatti gli uomini che acquistano sul web sono 33%, contro il 25% delle donne. 

È grazie ad internet che il consumatore è diventato più intelligente, non si lascia più abbindolare, sa quanto vale un prodotto, aiutato anche dalle opinioni degli altri che si possono leggere nei social netwok o nei forum, e quindi può decidere più consapevolmente se vale o no la pena acquistare quel prodotto.

mercoledì 27 luglio 2011

Stylist: il mondo del fashion non può più farne a meno.


L'avete riconosciuta? La stylist più nota d'America, Rachel Zoe, è lei che veste la maggior parte delle celebrità di Hollywood.

                                 Ma cos'è una stylist? 

Gli stylist sono dei professionisti dell'immagine e della moda dotati di buon gusto e di una visione personale e originale dello stile. Sanno scegliere l'abbinamento più giusto per una modella durante un servizio fotografico, o per una cantante durante un concerto o per un' attrice alla notte degli Oscar, ed è per questo che la maggior parte delle celebrità ha un stylist personale. 

Molti stylist affiancano anche gli stilisti nel dare un tocco finale alle collezioni e alcuni di loro vengono "consigliati" da direttori di testate importanti ai brand della moda che hanno bisogno di alzare il tono delle collezioni.


Insomma lo stylist è uno specialista nel look e un ricercatore dell'abbinamento che più funziona. 

sabato 16 luglio 2011

Il design: strategia vincente per Tod’s.

Parlando di scarpe… È impossibile non citare l’inventore del mocassino: Diego della Valle con il suo Gruppo Tod’s.


Le origini dell’azienda risalgono ai primi degli anni ’60 quando il padre di Diego della Valle crea il Calzaturificio della Valle di Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche. A metà degli anni ’70 (periodo culminante per la moda) Diego ha la brillante idea di iniziare a produrre per i grandi stilisti cosi’ da avvicinarsi al mondo della moda per capirne le dinamiche e le strategie.

In questo periodo così fiorente per la moda mancava una calzatura casual ma di classe, e volendo soddisfare questa esigenza durante un suo viaggio in America osservando una Driving shoe, Diego della Valle ebbe l’idea di creare quello che adesso e’ il mocassino: una creazione divenuta un evergreen che ha dato il via ad una azienda multinazionale.

Il successo di questa azienda infatti sta proprio nell’aver indirizzato la loro strategia di marketing dedicandosi esclusivamente allo studio di monoprodotti, il più a lungo durevoli nel tempo. La scelta del monoprodotto ha lo scopo di creare su modelli già esistenti un prodotto che deve diventare un classico, un prodotto che non si cura della stagionalita’ (come invece avviene per qualsiasi prodotto di moda, che segue un preciso e breve ciclo di vita). Questa scelta ha portato l’impresa ad una forte riconoscibilità nel mercato, perchè ha più a che fare con design che con la moda. E proprio come il design i prodotti Tod’s puntano sulla bellezza, sul confort e sull’utilità.

Anche se i prodotti non possono essere definiti originali nella loro concezione (perchè ripresi da modelli già esistenti) diventano speciali nella loro ridefinizione tecnica e qualitativa, che consente di tradurli da target comuni a target di lusso.

La Tod’s è un Gruppo in continua crescita ed espansione, che cerca di conquistare mercati nuovi attuando specifiche e ingegnose strategie di commercializzazione, come la scelta di far uscire capsule collection di stilisti di fama mondiale, come l’ultima mini collezione che, il geniale, Karl Lagerfel ha realizzato per Hogan e Fay.

La Tod’s rispecchia perfettamente l’immagine che l’Italia vuole comunicare all’estero: un perfetto modello del Made in Italy, 
che ha saputo coniugare il lusso con l’artigianalità e il gusto per l’arte.  Una piccola realtà di paese che è divenata crescendo, grazie alle loro vincenti strategie, una multinazionale quotata in Borsa e che ha conquistato in poco tempo il mercato nazionale ed internazionale. 

giovedì 14 luglio 2011

Moda e musica: che sintonia!

Come nasce il connubio moda-musica? La moda è un campo che attrae tutti gli artisti e come forma d’arte viene relazionata a molti campi artistici dalla pittura alla scultura e perchè no, anche alla música. I cantanti rappresentano il loro music style attraverso l’abbigliamento, e alle volte lanciano delle vere e proprio mode. Non a caso molte tendenze si chiamano come gli stili musicali, rock, punk, metal, Indie ecc… Tutti nomi di style che vengono usati comunemente nel gerco modaiolo, ma che la moda ha copia dalla música.

Lo stile rock negli ultimi anni è stato al centro di molte collezioni dei maggiori stilisti, si predilige il colore scuro, borchie, tessuti in pelle, pantaloni stretti, jeans strappati... e il tutto deve essere...
molto aggressive!










Il punk  invece divenne una moda, quando Malcolm McLaren e Vivienne Westwood aprirono un negozio di abbigliamento chiamato Sex a Kings Road, a Londra È seguito prettamente dai giovani perchè è uno stile molto stravagante caratterizzato da capelli e abiti colorarissimi, creste, catene, piercing e tatuaggi...








L'heavy metal è uno stile duro dove ad essere le protagoniste sono le borchie appuntite...











E infine l'Indie, è uno stile che spesso nel campo musicale viene associato al rock, ma nella moda è totalmente diverso, si differenzia molto per la sua ricerca verso a qualcosa di più alternativo, particolare, fuori dalla portata della massa... Impossibile non riconoscere un vero Indie!